Pratiche commerciali sleali – UE aumenta protezione agricoltori

Pratiche sleali agrifood - photo credit: DaderotVia libera della plenaria del Parlamento europeo all'accordo raggiunto con il Consiglio sulla proposta di direttiva contro le pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare.

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Le nuove regole, approvate dall'Aula con 589 voti favorevoli, 72 contrari e 9 astensioni, mirano a proteggere gli agricoltori dalle pratiche commerciali sleali. Per la prima volta i produttori saranno tutelati da 16 prassi giudicate del tutto scorrette, mentre altre pratiche saranno autorizzate solo se soggette a un accordo preventivo tra le parti interessate chiaro e privo di ambiguità.

"Davide ha finalmente sconfitto Golia. Equità, cibo più sano e diritti sociali hanno finalmente prevalso sulle pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare. Per la prima volta nella storia dell'UE, gli agricoltori, i produttori alimentari e i consumatori non saranno più vittime di bullismo da parte dei grandi attori", ha dichiarato il relatore Paolo De Castro (S&D).

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La proposta della Commissione UE

Annunciata nel programma di lavoro della Commissione per il 2018, la proposta di direttiva intende migliorare il funzionamento della filiera alimentare e proteggere gli agricoltori sul mercato vietando pratiche commerciali ritenute sleali, quali i pagamenti tardivi per i prodotti alimentari deperibili, la cancellazione degli ordini all'ultimo minuto, le modifiche unilaterali o retroattive ai contratti e l'obbligo imposto al fornitore di pagare per gli sprechi.

Altre pratiche, ad esempio quelle per cui l'acquirente restituisce a un fornitore i prodotti alimentari invenduti o impone al fornitore un pagamento per garantire o mantenere un accordo di fornitura relativo a prodotti alimentari, sarebbero invece ammesse solo se soggette ad un accordo iniziale tra le parti chiaro e privo di ambiguità.

La proposta della Commissione impone agli Stati membri di designare un'autorità pubblica responsabile di garantire l'applicazione delle nuove norme e di avviare indagini autonomamente o sulla base di denunce, anche anonime, e, in caso di accertata violazione, di imporre sanzioni proporzionate e dissuasive.

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L'accordo tra PE e Consiglio

L'accordo tra le istituzioni UE prevede che le nuove norme si applichino a chiunque intervenga nella filiera alimentare con un fatturato fino a 350 milioni di euro, con livelli differenziati di protezione per i soggetti che sono al di sotto di tale soglia.

Le nuove disposizioni si applicheranno a dettaglianti, imprese di trasformazione alimentare, grossisti, cooperative, organizzazioni di produttori o singoli produttori che si trovino a esercitano una qualsiasi delle pratiche commerciali sleali individuate.

Le pratiche commerciali sleali da vietare comprendono:

  • i ritardi nei pagamenti di prodotti alimentari deperibili;
  • la cancellazione degli ordini all'ultimo minuto;
  • le modifiche unilaterali o retroattive ai contratti;
  • l'obbligo imposto al fornitore di pagare per gli sprechi;
  • il rifiuto dei contratti scritti.

Altre pratiche saranno autorizzate solo se soggette a un accordo iniziale tra le parti chiaro e privo di ambiguità, in particolare i casi in:

  • l'acquirente restituisce a un fornitore i prodotti alimentari invenduti;
  • l'acquirente impone al fornitore un pagamento per garantire o mantenere un accordo di fornitura relativo a prodotti alimentari;
  • il fornitore è tenuto a sostenere i costi legati alla campagna di promozione o marketing dell'acquirente.

Gli Stati membri potranno introdurre una soglia superiore a 350 milioni di euro nella loro legislazione nazionale o adottare ulteriori misure, se lo ritengono necessario. L'accordo prevede inoltre una clausola di riesame fissata a 4 anni, che permetterà di rivedere e aggiornare le disposizioni del testo legislativo nel corso della prossimo mandato parlamentare.

Gli Stati membri dovranno designare le autorità incaricate di applicare le nuove norme, che potranno anche imporre ammende e avviare indagini in seguito a denunce. Le parti che presentano denuncia potranno esigere il rispetto della riservatezza per essere al riparo da possibili ritorsioni.

La Commissione, infine, istituirà un meccanismo di coordinamento fra le autorità incaricate di garantire l'applicazione delle norme per consentire lo scambio di migliori prassi.

Il compromesso approvato dalla plenaria dovrà ora essere adottato formalmente anche dal Consiglio, prima di poter entrare in vigore. Gli Stati membri disporranno di 24 mesi per introdurla nelle legislazioni nazionali. Le nuove norme dovrebbero essere applicate 30 mesi dopo l'entrata in vigore.

Agroalimentare – Parlamento Ue contro pratiche commerciali sleali

photo credit: Daderot

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